L’ispirazione del DiretTour fa scoprire lo Storytelling del food della Pasticceria Salvatore Varriale, e di come è diventato Maestro Pasticciere

Spesso i DiretTourLe Scorribande di Bobo Chef, le visite del Caldarelli o altre nostre presentazioni sono come muse ispiratrici per raccontare uno Storytelling del food, così dal più recente del primo nominato, proprio perché a domicilio, é stato giusto approfondire. Quindi ho voluto conoscere di più riguardo l’attività della Pasticceria Salvatore Varriale, e soprattutto del Pastry Chef “capo”.

Scoprendo che nel 1982 il suddetto si dedica sia agli studi che all’attività di famiglia, per poi rilevare nel 1987 la guida dell’azienda, apportando in essa profondi cambiamenti.

Saranno un’escalation di successi, perché, quasi di anno in anno si raggiunge un traguardo.

Non a caso nel 1995 entra a far parte dell’Associazione Pasticcieri Napoletani. Così l’azienda Varriale diventa Pasticceria Varriale, perché Salvatore inizia a circondarsi di validi collaboratori che lo aiutano e lo affiancano.

Poi dal 1999, membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani ciò gli ha permesso di orientare i programmi futuri della sua azienda alla ricerca di un sempre maggiore riconoscimento da parte della sua clientela, riservando per essa prodotti ricchi di sorprese, emozioni e qualità.

Così riuscirà sempre ad essere in sintonia con i suoi obbiettivi, non a caso Sal­vatore Varriale nel 2001 diventa anche membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Ma se nel giro di 6 anni ha raggiunto positivi traguardi, ancora nutre una sete di miglioramento nel settore dolciario, così frequen­ta corsi di aggiornamento che gli offrono l’opportunità di introdurre nella sua produzione costanti innovazioni.

Tante innovazioni gli permettono di partecipare a vari concorsi nazionali, in primis riscuotendo ampi riconoscimenti, finché attraverso questi si motivasse ad introdurre facendo nuovi indirizzi per la qualità dei suoi prodotti, non a caso utilizza e a predilige esclusivamente materie prime selezionate e genuine.

I dolci sopraffini sono la Sua specialità.

Riesce a far essere unici dolci inflazionati dalla tradizione dolciaria napoletana no come: “Babà, crostate, tiramisù, sfogliate ricce e frolle, caprese, pastiera napoletana, delizia al limo­ne, code di aragosta, torta al limoncello, cioccolatini nudi artigianali, panettoni artigianali, dolci tipici natalizi e pasquali e tante altre sorprese.”

Uno dei punti di forza è la locazione della Pasticceria.

Infatti il laboratorio di Salvatore Varriale si trova a Napoli, a due passi dalla grande Reggia di Capodimonte che domina tutta la città, e che ospita uno dei più ricchi musei d’Italia e ospitò una delle più celeberrime manifatture del mondo. Non a caso chiunque vada a visitare il bosco di Capodimonte scorge la Pasticceria Varriale, dedicandosi una sosta anche per l’arte pasticciera.

Ma tutta questa storia importante ha un importante culmine, non solo nella Sua pregiata e buona produzione ma soprsatutto nei traguardi ( premi) raggiunti

Eugenio Fiorentino (https://www.fllifiorentinoblog.it/2022/07/11/lispirazione-el-direttour-per-la-scoperta-dello-storytelling-del-food-della-pasticceria-salvatore-varriale-e-di-come-e-diventato-maestro-pasticciere/)

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