Vincenzo Sferruzzi : mani amore e fantasia.

La cucina, un patrimonio di cultura e materie prime. Filosofia di profumi, consistenze che bisogna analizzare per comprendere. Uno Chef, attraverso un percorso fatto di sfumature e repentini cambiamenti, ha come scopo identificare e affermare il proprio stile. E riesce a farlo usando da tramite l’armonizzazione dei suoi piatti. Come l’esperienza che ci racconta: lo Chef Vincenzo Sferruzzi, nato a Benevento. Il suo percorso didattico inizia all’età di quattordici anni per ultimarsi appena due anni fà.

Vincenzo: I miei piatti arrivano al cliente in maniera diretta. Per interpretarli bisogna gustarli fino alla fine per apprezzarne l’equilibrio che oscilla tra i profumi e i sapori. Il mio percorso didattico inizia da giovanissimo ma non è ancora finito.Dopo l’esperienza nel 2008 come ITP docente di cucina e diversi spostamenti in svariate strutture italiane, ho ultimato con lo Chef Abruzzese Giuseppe Quinzi. Ma ho ancora molto da scoprire. Rifletto in maniera armonica sugli elementi chiave che caratterizzano i miei piatti e ogni giorno mi impegno a migliorarli. Mi soffermo anche sull’estetica perchè riteno che racchiuda tutti i concetti di etica nella presentazione di un piatto. Approfondisco costantemente le tecniche come maturazione e fermentazione e ogni volta ne resto affascinato. Un piatto è un’idea, una ricerca e ha un fine in base all’ospite in quanto varia l’interpretazione da persona a persona. La continua formazione ti rende completo e competitivo e poi alimenta la curiosità, ingrediente base di qualsiasi ricetta. E’ indispensabile approcciarsi con la giusta passione. Anche se il lavoro che si svolg in cucina è duro ripaga con immese soddisfazioni.
Vi aspetto a Villa Canonico sita in Baselice (BN)
“Essere uno Chef è come essere un artista, lo si fa con passione ed amore e tutto ciò che di manipola e prepara con le nostre mani è arte…”